In cosa consiste un percorso di educazione. Obiettivi e rischi

Quando avverti la necessità di rivolgerti ad una educatrice cinofila/un educatore cinofilo,
perchè hai adottato un cane e vuoi farti guidare da una/un professionista per evitare errori o perchè hai dei problemi con il cane con cui già vivi,
di solito cominci a cercare un nome su internet o chiedi ad amici e parenti se conoscono qualcuno.
Già in questa fase di presa di informazioni, fai attenzione, perchè il rischio di imbattersi in personaggi che non si fanno troppi problemi, ma anzi.. fanno dell'uso della sopraffazione proprio la loro cifra, è ancora molto alto, soprattutto nelle nostre zone.
Anche le raccomandazioni e i feedback positivi di amici potrebbero non metterti al riparo da brutte esperienze. Già, perchè purtroppo ancora molte persone, per cui anche molti amici e parenti, non si fanno problemi a usare maniere discutibili con i propri cani. Quindi fai comunque attenzione.
Fai attenzione anche se le indicazioni ti arrivano dal gestore di un petshop o dal toelettatore, o da altri professionisti del settore, perchè, proprio come te, mediamente non ne sanno un gran che di comportamento canino e di educazione.
Quando si tratta di educazione cinofila, il feedback non lo danno i cani purtroppo.
Nemmeno vedere con chi collaborano le associazioni locali a tutela del benessere animale o dell'ambiente a volte è sufficiente. Anche queste sono formate da persone, semplici volontari come potresti essere tu, a cui spesso mancano le competenze necessarie.
Lo so, ti stai chiedendo e quindi? Come faccio?
Fidati di te stesso, delle tue sensazioni, del tuo cane. Se ti sembra che alcune pratiche/metodi siano poco rispettosi, se non ti fanno sentire a tuo agio o non fanno sentire il tuo cane a suo agio, fidati.. e vai via.
CAMPANELLI DI ALLARME
Se ti dicono che il tuo cane è "dominante", "indocile", che deve capire chi comanda / chi è il capobranco, che " non si deve permettere" di fare qualcosa, che "deve lasciarsi fare" qualcosa, che deve essere "corretto" /"sistemato", che devi mettere il cane "in gestione" vai via.
Se anche in assenza di queste esatte parole, la ciccia è quella, vai via prima di far danni sulla pelle del tuo cane e pure sulla tua.
Nessuno è disposto a dire ed ammettere che per lui è lecito e va bene usare violenza, ma purtroppo è quello che succede ogni giorno. Al di là delle parole usate e delle teorie strampalate tirate in ballo per giustificare l'ingiustificabile.
Il tuo cane si fida, o dovrebbe fidarsi di te, è tua responsabilità tutelarlo.
E non è vero che non si capisce quando ci si trova di fronte ad un violento, perchè quella violenza che viene usata sui cani, si riflette perfettamente in una violenza verbale, arroganza nel parlare, in atteggiamenti da bullo, per cui se fai attenzione te ne accorgi senza difficoltà.
Se poi stai proprio cercando quello, allora ok.
Cosa succede quando mi chiami e da dove partiamo
Ecco cosa aspettarti quando mi chiami per la prima volta.
Dopo che mi avrai spiegato il motivo per cui ti rivolgi a me, ti chiederò alcune informazioni sul tuo cane e la vostra situazione.
Fatto questo fisseremo un primo incontro. Di solito il primo incontro avviene da me al campo, oppure (in alcuni particolari casi) al domicilio.
All'incontro è bene che ci siano, se possibile, tutti i membri del gruppo familiare.
In questo primo incontro valuterò tutta una serie di elementi che mi danno informazioni circa la vita del cane, le sue relazioni, il livello di stress/benessere complessivi, il contesto e l'ambiente in cui il cane si trova inserito, il carattere del cane, cosa lo mette in difficoltà e cosa invece lo fa stare bene, che tipo di motivazioni trovano maggior espressione, qual è l'umore e l'assetto emotivo, che tipo di comunicazione c'è tra cane e membri della famiglia, ecc.. ecc.. insomma prenderò tutte le informazioni necessarie per poter sviluppare il progetto di lavoro migliore per voi.
Fatto questo, vi indicherò gli obiettivi del percorso e le modalità.
Gli strumenti utilizzati dipendono necessariamente e strettamente dagli obiettivi.
Non esiste proprio il fine giustifica i mezzi. IL FINE DEFINISCE ANCHE I MEZZI
ANCHE IN SEDE DI VALUTAZIONE IL CANE NON DOVREBBE ESSERE MESSO MAI IN CONDIZIONE DI SENTIRSI IN PERICOLO E DI NON POTERSI SOTTRATTRE ALLA SITUAZIONE. MAI
Se vi rivolgete ad una/un professionista decente e competente non lo farà mai. Non è accettabile e non serve mandare il cane in crisi, portarlo a reagire, esasperarlo, per vedere quel che c'è da vedere. Una osservazione attenta è in grado di cogliere segnali e informazioni dove voi non vedete niente e così deve essere. Il resto, se non è incompetenza, è solo spettacolo.
Se, per esempio, avete un cane che ha paura, l'obiettivo è che si senta di nuovo al sicuro. Come? E' quello che faremo, costruendo un pezzo alla volta nel percorso.
Il cane reagisce aggressivamente perchè ha paura? L'obiettivo è sempre che si senta finalmente di nuovo al sicuro e non che smetta di reagire per paura delle conseguenze, per paura di voi.
Pensate sul serio che possa sentirsi di nuovo al sicuro se lo forzate/costringete in situazioni che sono troppo per lui, impedendogli (o almeno provandoci) di reagire con una bella catena al collo e una museruola? E cosa pensate, che dopo si fiderà di più di voi? Sul serio?
Sul serio pensate che se lo mettete in mano a qualcuno che lo spaventerà, poi si fiderà di voi?
Pensateci con la vostra testa e con il cuore. Anche se non siete degli esperti, vi sembra una cosa che può avere un senso?
No, non ne ha.
In cosa consiste un percorso
A seconda della situazione e degli obiettivi, in un percorso quello che si fa è:
- imparare le basi della comunicazione canina e come utilizzare queste informazioni, non solo per comprendere il nostro cane, ma anche per comunicare con lui in modo chiaro e coerente
- imparare a conoscere chi è il nostro cane, con i suoi punti di forza, le sue fragilità, perchè la conoscenza è l'unico vero e potente strumento per evitare incidenti/fraintendimenti e problemi
- imparare cosa serve perchè il cane si senta al sicuro e far in modo che ci si senta
- imparare a guadagnarsi la fiducia del proprio cane e ad essere un punto di riferimento e di aiuto nel momento del bisogno
- imparare a fidarsi del proprio cane
- imparare a riconoscere le emozioni e le motivazioni del cane (cosa fondamentale per ogni aspetto della vita insieme)
- creare le condizioni, facilitare l'accrescimento delle competenze e degli strumenti del cane nel regolarsi emotivamente e co-regolarsi
- imparare a coinvolgere e collaborare con il cane, imparare a condividere
- imparare ad insegnare quello che, eventualmente, c'è da insegnare, partendo da: essere un buon esempio, creare le condizioni, dare buone informazioni (insomma non possono definire il tuo cane poco collaborativo e chiederti di essere tu stesso ancor meno collaborativo)
- imparare a dare informazioni utili al cane
Questo vale sia per percorsi di educazione, sia per percorsi di aiuto per cani che sono in difficoltà, cuccioli, adulti, anziani, sia, per quanto mi riguarda, per percorsi ludici
di Stefania Buonarota