Antropomorfizzare: il grande bluff

14.03.2025


Questa è nella top 3 degli argomenti utilizzati per normalizzare l'uso di metodi coercitivi e violenti nella gestione e nell'educazione dei cani.

L' ANTROPOMORFIZZAZIONE..


Non devi antropomorfizzare il cane! Se no succedono disastri (vedi cane dominante fuori controllo, che prende il sopravvento, nemico pubblico numero 1.. sic)
La cinofilia moderna antropomorfizza i cani (?!)

Ma cosa significa Antropomorfizzare?
Letteralmente significa attribuire caratteristiche, qualità umane ad esseri animati o inanimati. Nel nostro caso i cani.

Cosa c'entra questo con la cinofilia moderna?

La cinofilia moderna riconosce il valore biologico ed evolutivo delle emozioni e la loro connessione con comportamenti e motivazioni.
L'evoluzione ha selezionato sia le strutture anatomiche sia le emozioni e gli schemi comportamentali.
Quello che è efficiente e buono per la sopravvivenza resta e si sviluppa, il resto che non è funzionale si modifica o viene perso per strada.

E proprio come succede in qualunque altra specie, anche nei cani osserviamo degli schemi comportamentali ed emozionali che hanno dei fini specifici.

Questi fini/obiettivi hanno un valore per la sopravvivenza della specie e per il suo adattamento all'ambiente.

Alla base dei comportamenti quindi ci sono delle emozioni e delle motivazioni.

Esempio:
in presenza di un pericolo un individuo sperimenta un'emozione specifica – paura –
l'obiettivo sarà quindi - tornare in una situazione di sicurezza -
e i comportamenti associati a questa emozione e motivazione sono i tipici comportamenti di - attacco - fuga – freezing

Visto il valore adattativo e vista la connessione tra emozioni – comportamenti – motivazioni non ha alcun senso andare ad agire sul comportamento direttamente, cercando di sopprimerlo, ma ha senso concentrarsi sull'emozione che sta alla base e sulla motivazione.

Nel momento in cui il cane si sente al sicuro, la motivazione ad allontanarsi dal pericolo o ad eliminarlo scompare e così pure i comportamenti di attacco e fuga.

Nella cinofilia moderna non si trascura il ruolo della relazione, dell'importanza che i legami emotivamente sicuri hanno per la sopravvivenza stessa ( teoria polivagale, teoria dei sistemi motivazionali, teoria dell'attaccamento, ..)

Sentirsi al sicuro nella relazione con l'umano di riferimento significa per il cane: poter esplorare l'ambiente con sicurezza e svilupparsi correttamente a livello cognitivo e sociale, sviluppare le capacità di regolazione emotiva, poter sviluppare una certa autonomia, essere meno vulnerabile a stress e traumi e poter aumentare la motivazione a collaborare.

La cinofilia moderna utilizza tutte queste conoscenze, che sono ormai disponibili da mezzo secolo, ed è per questo che non trascura che ci sono dei processi, delle strutture anatomiche, dei sistemi motivazionali/emozionali e comportamentali che sono condivisi, non solo con i cani, ma con gli altri mammiferi in generale.

Riconoscere strutture e processi condivisi non è antropomorfizzare, perché non si tratta di qualcosa che è di sola pertinenza umana. Siamo semplicemente tutti mammiferi, bisognerà farsene una ragione

Fare il contrario invece, quindi misconoscere tutto quello che la scienza ci dice da tempo, oggettivare, meccanizzare, oltre a non essere corretto,
permette di prendere distanza, di mettere in evidenza NON quello che abbiamo in comune, ma quello che rende l'altro profondamente ed essenzialmente diverso da me, quindi inferiore e privo di dignità.

E indovinate un po'? Questo ci consente di attenuare l'empatia, facilitando azioni aggressive verso l'altro.

Il modo stesso in cui noi consideriamo l'altro influenza il modo in cui lo percepiamo e con cui ci relazioniamo con lui.

Più l'altro è diverso da noi, meno caratteristiche ha in comune con noi e meno problemi ci facciamo per come lo trattiamo e per la sofferenza che gli infliggiamo.

Atti che diversamente sarebbero moralmente inaccettabili diventano normali e perfettamente accettabili.

Ed ecco che vediamo negare ai cani di possedere emozioni, sistemi motivazionali, capacità cognitive, con lo scopo di tenerli il più distante possibile da noi.

Questo viene fatto usando meccanismi più espliciti ed altri più subdoli, che erodono via via anche negli altri la capacità di riconoscere nei cani emozioni, capacità cognitive, ecc..

Tutto si inquadra perfettamente in quest'ottica e fa in modo che ad un certo punto non siamo più in grado di provare empatia, né disgusto per le violenze attuate, che non sembrano manco più violenze:
- la visione distorta e il riferimento ossessivo al concetto di dominanza per cui bisogna        sottomettere il cane che sennò è un pericolo per noi
- l'idea che si possa gestire ed educare il cane facendo esclusivamente riferimento al quadrante di rinforzi e punizioni, manco fosse una macchina: schiacci un bottone e funziona in un certo modo, stimolo > risposta > fine
- il linguaggio che nega dignità all'individuo
- le dinamiche di gruppo
- la normalizzazione dell'uso di certi strumenti.

Se vi va di saperne di più su come funzionano e si declinano questi tipi di fenomeni vi consiglio vivamente queste due letture

Deumanizzazione. Come si legittima la violenza, Laterza, 2011, Chiara Volpato

L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa?, Cortina 2008, Zimbardo

Trovate poi un interessantissimo capitolo sul collasso del Meccanismo di Inibizione della Violenza nel sempre splendido L'evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali a cura di Liotti, Fassone e Monticelli, Cortina Editore

Buona lettura!